Come in una sorta di diario intimo,  Percorsi Binari  raccoglie le pagine di un viaggio in treno durato più di due mesi, da Venezia fino a Nuova Delhi. Racconti dal ritmo lento, altre volte invece concitati, accompagnati dal costante ondeggiare del treno che detta il tempo tra una stazione e l’altra. Centinaia di passeggeri dai volti sempre nuovi si susseguono attraverso dodici Paesi: viaggiatori solitari, comitive numerose, pendolari, famiglie e passeggeri occasionali, ognuno con la sua propria storia e un forte carico di umanità.

Come in una sorta di diario intimo, Percorsi Binari raccoglie le pagine di un viaggio in treno durato più di due mesi, da Venezia fino a Nuova Delhi. Racconti dal ritmo lento, altre volte invece concitati, accompagnati dal costante ondeggiare del treno che detta il tempo tra una stazione e l’altra. Centinaia di passeggeri dai volti sempre nuovi si susseguono attraverso dodici Paesi: viaggiatori solitari, comitive numerose, pendolari, famiglie e passeggeri occasionali, ognuno con la sua propria storia e un forte carico di umanità.

 Il treno come mezzo e come messaggio, contenitore e contenuto. 12 paesi, in un viaggio fatto di confini, frontiere, stazioni, passaporti, timbri, ufficiali, divise, lingue: gli incontri, però, i binari del viaggio. Una visione dentro, dal di dentro. Più simile a un flusso di coscienza che a una narrazione lineare, il progetto diventa al contempo descrizione del viaggio in sé e del fascino senza tempo del viaggiare, di quella condizione sospesa, soprattutto interiore, verso una meta collocata oltre i confini geografici.  (Fotografie acquisite dalla Fondazione Fotografia Modena)

Il treno come mezzo e come messaggio, contenitore e contenuto. 12 paesi, in un viaggio fatto di confini, frontiere, stazioni, passaporti, timbri, ufficiali, divise, lingue: gli incontri, però, i binari del viaggio. Una visione dentro, dal di dentro. Più simile a un flusso di coscienza che a una narrazione lineare, il progetto diventa al contempo descrizione del viaggio in sé e del fascino senza tempo del viaggiare, di quella condizione sospesa, soprattutto interiore, verso una meta collocata oltre i confini geografici.

(Fotografie acquisite dalla Fondazione Fotografia Modena)

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 Come in una sorta di diario intimo,  Percorsi Binari  raccoglie le pagine di un viaggio in treno durato più di due mesi, da Venezia fino a Nuova Delhi. Racconti dal ritmo lento, altre volte invece concitati, accompagnati dal costante ondeggiare del treno che detta il tempo tra una stazione e l’altra. Centinaia di passeggeri dai volti sempre nuovi si susseguono attraverso dodici Paesi: viaggiatori solitari, comitive numerose, pendolari, famiglie e passeggeri occasionali, ognuno con la sua propria storia e un forte carico di umanità.
 Il treno come mezzo e come messaggio, contenitore e contenuto. 12 paesi, in un viaggio fatto di confini, frontiere, stazioni, passaporti, timbri, ufficiali, divise, lingue: gli incontri, però, i binari del viaggio. Una visione dentro, dal di dentro. Più simile a un flusso di coscienza che a una narrazione lineare, il progetto diventa al contempo descrizione del viaggio in sé e del fascino senza tempo del viaggiare, di quella condizione sospesa, soprattutto interiore, verso una meta collocata oltre i confini geografici.  (Fotografie acquisite dalla Fondazione Fotografia Modena)
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Come in una sorta di diario intimo, Percorsi Binari raccoglie le pagine di un viaggio in treno durato più di due mesi, da Venezia fino a Nuova Delhi. Racconti dal ritmo lento, altre volte invece concitati, accompagnati dal costante ondeggiare del treno che detta il tempo tra una stazione e l’altra. Centinaia di passeggeri dai volti sempre nuovi si susseguono attraverso dodici Paesi: viaggiatori solitari, comitive numerose, pendolari, famiglie e passeggeri occasionali, ognuno con la sua propria storia e un forte carico di umanità.

Il treno come mezzo e come messaggio, contenitore e contenuto. 12 paesi, in un viaggio fatto di confini, frontiere, stazioni, passaporti, timbri, ufficiali, divise, lingue: gli incontri, però, i binari del viaggio. Una visione dentro, dal di dentro. Più simile a un flusso di coscienza che a una narrazione lineare, il progetto diventa al contempo descrizione del viaggio in sé e del fascino senza tempo del viaggiare, di quella condizione sospesa, soprattutto interiore, verso una meta collocata oltre i confini geografici.

(Fotografie acquisite dalla Fondazione Fotografia Modena)

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